Se
davvero possiamo sostenere con Freud che “neppure la psicologia è in grado di sciogliere l'enigma della femminilità”, la scelta di un percorso espositivo di sole donne, dove l'arte indaga il misterioso universo femminile raccontandoci l’intimità di un mondo sconosciuto e sospeso nel tempo, che non appartiene al passato non meno che al futuro, e consentendo il compimento di una indagine di quel suo pensiero segreto, reale o immaginario come sono le istanze esistenziali, si colloca come quinta direzione, verso la scoperta di una parte di anima, uno spazio evocativo ed accogliente che appartiene a tutti, componente indispensabile dell’inconscio e patrimonio genetico di donne e di uomini, in quanto al tempo stesso creature e creazioni.
Attraverso la pittura, linguaggio privilegiato delle nuove generazioni, ogni artista pur con le proprie cifre stilistiche e sovrapposizioni tematiche, trasforma l’opera in una elegante evocazione di sé, prendendo distanza dall’inseguimento di quel simbolo di bellezza ideale che affonda le proprie radici nella iconografia ritrattistica, regalandoci una visione privata, frutto di ricercate e sapienti alchimie cromatiche, di toni sorprendenti e semitoni lievi, di tratti leggeri e pennellate trasparenti.
ARCAdiA, come un “contemporaneo” Noè, che fu il primo collezionista della storia, ha accolto a sé questa esperienza di totale immersione in una pittura esteticamente potente e piena di leggerezza, che attraverso incursioni visive lascia scorgere un'immagine della donna intimamente creativa e coraggiosa, affascinante e visionaria, generatrice di un’arte che parla di felicità sperate e di voglia di vivere; un oceano mare, declinazione femminile della fluidità ri-generatrice.